UNA GUIDA OPERATIVA PER INVESTIRE EFFICACEMENTE

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In questa sezione sintetizziamo quanto già chiarito nelle precedenti pagine, indicando i principali punti su cui riflettere per investire in modo efficace

 

 

1) LAVORARE SU SE’ STESSI

 

Occorre effettuare una severa analisi della natura del proprio rapporto con il denaro; se sia emotiva e quanto oppure sufficientemente razionale. Difficilmente ci si colloca ai due estremi e quasi sempre si tratta di un mix tra le due componenti. Maggiore è la componente emotiva più alta è la probabilità di commettere errori. L’errore deriva dallo stato di stress determinato dall’ansia o dall’eccessiva sicurezza in sé stessi

Possiamo quindi individuare alcuni stati d’animo tra i più frequenti che sono alla base di successivi errori in fase decisionale

 

·          Insoddisfazione legata a bassi rendimenti

·          Avidità mista a diffidenza (temo in assoluto qualunque grado di rischio ma guadagno troppo poco e questo è inaccettabile però non mi fido di nessuno)

·          Panico o ansia generata dalle oscillazioni nei prezzi

·          Atteggiamento troppo diffidente o troppo superficiale nei confronti di strategie suggerite o nei confronti di interlocutori finanziari

·          Eccessiva sicurezza in sé stessi

 

Questi stati d’animo spesso sono abbinati ad uno o più dei seguenti pregiudizi o falsi convincimenti

 

ü        La consulenza si trova agli sportelli bancari ed è qualcosa che è dovuto quindi non costa niente

ü        In borsa il mordi e fuggi è sempre la tecnica migliore, allo scopo, in banca hanno certamente i consigli giusti ma ci sono anche alcuni amici che hanno le dritte giuste

ü        Lo sconosciuto non ha nulla di interessante da dire perché mi fido solo di chi è conosciuto o amico

ü        Ragionare solo sul breve termine

ü        Il mio modo di vedere è quello giusto: è il mercato che sbaglia (infatti il piccolo risparmiatore è costantemente disallineato rispetto il mercato)

 

 

Dagli stati d’animo e dal pregiudizio derivano uno o più tra questi comportamenti

 

ü        Posso fare da solo perché sono meglio di qualunque altro operatore

ü        Curioso innamoramento per particolare titolo o tema operativo, trascurando possibili alternative

ü        Incapacità di darsi un metodo e perseguirlo con coerenza nel tempo

ü        Rifiuto di accettare le regole del mercato (non posso lamentarmi di guadagnare poco se non voglio rischiare e soprattutto la misura del “poco” la stabilisce il mercato, non lo posso decidere io)

ü        Intolleranza eccessiva alla volatilità

ü        Comprare ai massimi uscire ai minimi spinti da euforia o panico

 

Avete riconosciuto qualcosa di familiare ???

 

2) COSTRUIRSI UNA CULTURA FINANZIARIA DI BASE

 

Disinteressarsi totalmente ci espone a maggiori rischi di raggiri. (utili informazioni anche nella sezione “formazione” di questo sito)

Il nostro consulente faticherà maggiormente ad ottenere la nostra approvazione su proposte o strategie comportamentali, trovando in noi ostilità dovuta alla non conoscenza.

INTERNET E’ UNA FONTE DI INFORMAZIONI PREZIOSISSIMA; abituatevi a navigare sui siti specializzati nelle sezioni dedicate alla FORMAZIONE. Le banche possono controllare i giornali ma non possono controllare la rete

 

Oltre alla pagina dello sport, potete leggere di tanto in tanto le pagine sui mercati finanziari dei principali quotidiani.

Oltre l’inserto del Sole 24 ore “Plus” del sabato, c’è anche il Corriere Economia allegato al Corriere della Sera di lunedì. E’ possibile avere utili informazioni sulle caratteristiche dei prodotti finanziari. Non fate però affidamento sui giornali per gli acquisti di titoli, specialmente azionari. La statistica dice che un suggerimento di acquisto è quasi sempre un segnale di vendita. Anche la radio offre utili programmi informativi, ad esempio la rubrica “salvadanaio” in onda al mattino su RADIO 24 (si può ascoltare anche su internet)

 

Informatevi sui costi dei singoli prodotti. Un alto costo non va necessariamente demonizzato. Se siamo di fronte ad un prodotto di eccellenza vale la pena spendere qualcosa in più, in fondo conta il risultato finale netto. Ciò che ovviamente va evitato è pagare molto un prodotto mediocre. Se si tratta di fondo comune potete ricorrere al sito MORNINGSTAR (www.morningstar.it) liberamente consultabile. Vengono classificati e valutati tutti i fondi comuni commercializzati in Italia e viene assegnata per ognuno una pagella di merito espressa in “stelle”. 5 stelle è l’eccellenza mentre 1 stella implica grande mediocrita’. Ricordate che tra il fondo migliore e peggiore possono esserci differenze a due cifre nell’arco di tre anni che è il tempo minimo richiesto per giudicare un fondo comune. L’assenza di valutazione può voler dire che il prodotto è troppo giovane.

I rendimenti dei fondi lussemburghesi sono comunque al lordo dell’imposta sui guadagni che viene scontata solo al momento della vendita. Nel caso di fondi di diritto italiani invece il prelievo viene fatto su base annuale

In caso di Gestioni patrimoniali in fondi o titoli invece procuratevi le performance ottenute dalle varie linee modello di gestione nel corso del passato. Qualunque azienda “seria” ne conserva traccia. Serviranno a valutare l’efficacia della gestione e quindi una valutazione sui costi. Confrontate infine i rendimenti storici esibiti con quelli di un fondo comune a 5 stelle, omogeneo per composizione e tirate le somme

Non scartate nemmeno il caso di farvi costruire un portafoglio su misura dai sempre più numerosi team di consulenza indipendente presenti su Internet. I costi possono risultare più contenuti pur in presenza di ottimi risultati. Ovviamente fate un minimo di indagine sui risultati ottenuti in passato.

Non investite mai forti somme di denaro su un singolo titolo ma diversificate in base ad un principio di riduzione del rischio

In ogni caso quando valutate una proposta d’investimento documentatevi molto bene sulla volatilità del portafoglio suggerito, cioè di quanto può oscillare il prezzo in termini di picchi rispetto la media delle quotazioni

Meno volatile è il portafoglio e più sarà stabile quando i mercati sono agitati, ma ciò implica che nel lungo periodo guadagneremo meno rispetto un investimento più volatile. Mi rendo conto che non è piacevole ma è così. Chi sostiene il contrario è in mala fede. Valutate infine la VOSTRA tolleranza alla volatilità. Sarà quella e non altro che alla fine determinerà i vostri guadagni.

 

3) VALUTARE IL NOSTRO CONSIGLIERE

 

Un errore grave è confondere la vendita con la consulenza. In altri termini ognuno di noi per investire il proprio denaro si reca presso la propria Banca , o presso un Ufficio Postale, ma queste istituzioni, come abbiamo visto, sono a tutti gli effetti operatori ispirati da logiche commerciali. La consulenza vera, quando c’è, è fatto residuale ed è affidata alla buona volontà ed alla passione del singolo.

A nessuno di noi pare utile rivolgersi ad un professionista indipendente, CIOE’ LEGATO ESCLUSIVAMENTE AL CLIENTE (e sappiamo quanto importante sia in questo paese la effettiva indipendenza), per un modello di portafoglio realmente “costruito intorno a noi”, come recita qualche spot televisivo “furbo”

La quasi totalità dei risparmiatori considerano un’eventuale parcella per consulenza come NON DOVUTA, perché data per scontata nel costo di negoziare con la Banca: naturalmente E’ ASSOLUTAMENTE FALSO !!

Quante parcelle avrebbero pagato molti risparmiatori per non avere sottoscritto obbligazioni Parmalat ?

L’amico od il parente non sono necessariamente i consulenti migliori, nemmeno se esercitano la professione di PF o lavorano in Banca. Cosa può sapere di come funzionano i mercati finanziari l’amico che lavora all’ufficio fidi o dirige una filiale ???. Cercate invece di capire se il vostro interlocutore nutre sincera passione per il proprio lavoro. La passione è un sentimento genuino spontaneo e non interessato esclusivamente al guadagno personale, presuppone voglia di apprendere ed impiego di energie

Sarebbe utile conoscere anche il percorso professionale del vostro interlocutore. In un passato non troppo lontano, si sono riciclati nel settore della Promozione Finanziaria, persone provenienti da qualunque settore: ex geometri, insegnanti, ragionieri, assicuratori…… Oggi  per diventare PF basta essere diplomati ed in seguito all’istituzione dell’ Albo, nel lontano 1991, fu fatta una sanatoria per i molti operatori già presenti nel settore in possesso di licenza di scuola media inferiore. Nella Banche invece sono ancora presenti, specie tra le vecchie generazioni, operatori non laureati. Si tenga presente comunque che la classica laurea in Economia non da di per sé una formazione specifica sui mercati finanziari salvo che l’ex studente non abbia fatto eventuali Master successivi.

 

 

4) ALCUNE REGOLE SEMPRE VERIFICATE

 

a)      Non è possibile ottenere rendimenti elevati senza volatilità.

b)      Non siete Voi a fissare il giusto rendimento senza rischiare troppo, ma il mercato. Se la cosa non è di vostro gradimento troverete sempre qualche truffatore disposto a darvi ragione !!

c)       Diversificare tra vari mercati, tra obbligazioni azioni ed altri strumenti: è un modo per rischiare di meno, quindi il rendimento finale sarà un po’ più basso, ma i rischi di una minusvalenze temporanea o perdita di parte del capitale verranno notevolmente ridimensionati

d)      Diffidate sempre di chi promette rendimenti certi per il futuro, specie se superiori a quello che il mercato prevede in quel momento. Potrebbe tuttavia essere acquistabile all’interno di un portafoglio equilibrato, qualche Obbligazione con rendimento superiore alla media di mercato ma ricordate che avrà un rating molto basso quindi ci sarà rischio maggiore di insolvenza dell’emittente (Parmalat)

e)      Ricordate che un approccio troppo ansioso nella ricerca del rendimento vi espone a guai perché toglie serenità di giudizio

 

 

Negli Stati Uniti la prassi ha portato alla codifica di alcune regole base che sono utili nelle linea guida di pianificazione di un investimento: spicca la regola della piramide (vedi figura sotto) , la sua spiegazione è immediata a vista d’occhio

 

Un’altra semplice regoletta consiste nello stabilire la percentuale da destinare all’investimento azionario pari alla differenza tra 100 ed il numero dei propri anni. Così un sessantenne potrebbe destinare al massimo il 40% delle proprie sostanze all’investimento azionario, opportunamente modulato tra mercati e settori. S’intende che questo è un punto di partenza per cominciare a ragionare, liberi di giungere a conclusioni differenti.

 

Un’ Obbligazione a 10 anni rende complessivamente più di un buono del tesoro annuale rinnovato per 10 volte ma lungo il percorso dei dieci anni il prezzo dell’obbligazione decennale oscilla molto di più

 

In generale un’azione di un’azienda abilmente guidata da un ottimo management, di grande capitalizzazione (esempio ENI), mantenuta per 10 anni rende molto di più di un titolo di stato di pari durata ma la sua oscillazione di prezzo nel durante è molto maggiore

 

Fare da sé è in linea di massima sconsigliabile a meno che non si abbia una preparazione tecnica che difficilmente può essere creata nei ritagli di tempo.

Se vi siete innamorati (mai innamorarsi) dell’investimento diretto in titoli, tecnica che richiede enormi quantità di informazioni, cercate un consulente (cioè non un venditore di prodotti) che sia in grado di mettervi a disposizione il supporto di agenzie indipendenti di consulenza che abbiano uno storico da esibire. In ogni caso ricordate che il Vostro interlocutore vi rispetterà di più se ha la sensazione che non siate degli “Allocchi”

 

Ricordate la teoria dell’opinione contraria, relativamente ai mercati azionari ma non solo. Quando in giro c’è troppo ottimismo è meglio essere cauti, al contrario osare quando c’è in giro eccesso di pessimismo (mi pare che questi ultimi anni testimonino ampiamente la bontà di questa tesi). Relativamente a giornali e TV, ricordate che quasi sempre si tratta di informazione superficiale, quando non addirittura in conflitto d’interesse (articoli a pagamento, pubblicità occulta)

 

Esistono molte strategie comportamentali che si rivelano particolarmente efficaci nella gestione del rischio e nel conseguimento del risultato finale; il problema è che non le conosce nessuno

Vedi la sezione (Tecniche d’investimento)